Clostridium Difficile nel Gatto e nel Cane

Inserito in Malattie del CANE, Malattie del GATTO

Il Clostridium Difficile nel Gatto e nel Cane può crescere massivamente durante e dopo l’uso di diversi antibiotici che alterano l’equilibrio della flora batterica intestinale.

 
Clostridium Difficile nel Gatto e nel Cane
 

Clostridium Difficile nel Gatto e nel Cane

 
Parliamo di un bacillo anaerobio gram + a bastoncello, che prolifera facilmente quando gli antibiotici alterano l’ambiente simbiotico intestinale.
Vive normalmente nel suolo, nelle acque stagnanti e nell’intestino dell’uomo e di alcune specie animali.
 
La diarrea e la colite sono causate dalle TOSSINE prodotte dai ceppi patogeni di Clostridium Difficile.

Clostridium Difficile nel Gatto e nel Cane

Quasi ogni antibiotico può causare un’infezione da Clostridium Difficile, ma i più coinvolti sono: la clindamicina, le penicilline ad ampio spettro (come ampicillina, amoxicillina) e le cefalosporine.
Altri farmaci causali includono l’eritromicina, i sulfamidici, le tetracicline.
 
Si può verificare un infezione da Clostridium Difficile senza un’esposizione agli antibiotici. In questo caso una condizione predisponente potrebbe essere un intervento di chirurgia intestinale o la chemioterapia.
Nei casi lievi, la mucosa del colon può risultare infiammata e/o edematosa, invece nei casi più gravi può presentare ulcere diffuse, similmente alla colite ulcerosa.
 
Sintomi di Clostridium Difficile nel Gatto e nel Cane
I sintomi solitamente iniziano durante una terapia antibiotica, ma in tanti casi possono comparire qualche giorno dopo che il trattamento è stato sospeso. Pertanto, la diagnosi di colite associata all’uso di antibiotici deve essere presa in considerazione anche settimane dopo l’esposizione all’antibiotico.
Le manifestazioni cliniche possono variare dalle feci molli alla colite attiva con diarrea ematica, dolore addominale, febbre, leucocitosi ed enteropatia con perdita di proteine.
Nei casi più gravi, si può verificare disidratazione, un megacolon tossico, una perforazione del colon e ascite.

 
Diagnosi
Può essere fatta con una radiografia dell’addome che può evidenziare un edema della mucosa e confermata dall’identificazione delle TOSSINE del Clostridium Difficile nelle feci: enterotossina A e/o citotossina B che vengono assorbite dalla mucosa intestinale determinando la morte cellulare dell’enterocita. Risultati ottimali sono ottenuti quando il campione di feci diarroiche è testato, a fresco o entro 24 h dalla raccolta e refrigerato.

 
Terapia e Prevenzione
Il miglior metodo per prevenire la colite associata con le terapie antibiotiche è quello di evitare l’uso indiscriminato degli antibiotici e di ridurre al minimo la durata del trattamento. Sono stati segnalati, sempre più frequentemente, dei casi insorti negli animali con una precedente infezione da Clostridium Difficile in cui si deve evitare l’esposizione allo stesso antibiotico.
 
Se si verifica una diarrea significativa durante la somministrazione degli antibiotici, questi dovrebbero essere sospesi immediatamente col parere del medico. Devono essere evitati i farmaci antiperistaltici , poiché possono protrarre la malattia prolungando il tempo di contatto della mucosa colica con l’agente lesivo.
 
Il sistema migliore per modificare la popolazione batterica del colon di cani e gatti è l’intervento sui substrati fermentativi come l’uso di prebiotici che stimolano selettivamente la crescita dei batteri, in caso di Clostridium Difficile patogeni, bisogna favorire la crescita di Bifidobatteri e Lattobacilli per poter fagocitare i Clostridi.

 
 

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