Dieta Barf No Grazie !

Inserito in Alimentazione Bio-Compatibile

Dieta Barf No Grazie!? eh si.. è facile e sbrigativo contestare la Dieta Barf per Cani e Gatti perché eccessivamente proteica e poco igienica, ma in realtà vorrei soffermarmi su alcuni passaggi incoerenti e oscuri di questo regime alimentare estremo, poiché tra crocchette/scatolette spazzatura e la Dieta Barf, si colloca una sana scelta alimentare naturale, molto semplice e senza ossessive tabelle alla mano.

 
Dieta Barf No Grazie
 

Dieta Barf No Grazie

 
Nella ricerca frenetica e indispensabile, di trovare un’alternativa valida all’alimentazione industriale, che ormai sappiamo essere estremamente tossica e dispensatrice di tante patologie, alcune persone credono che la soluzione più giusta per Cani e Gatti sia la scelta Barf, un protocollo dietetico fondamentalista che in qualche maniera cerca di riportare il Cane allo stadio del Lupo, bypassando del tutto, la lenta evoluzione di quell’essere che oggi è divenuto il nostro amico Cane.

La Dieta Barf proveniente dagli Stati Uniti, che si è diffusa anche in Italia, soprattutto tra Cani e decisamente meno tra Gatti, sta mietendo numerose vittime attraverso patologie che interessano importanti e fondamentali organi emuntori come fegato, reni e cute. Sempre più Cani che utilizzano i protocolli Barf, accusano un alterata funzionalità renale ed epatica e disturbi dermatologici.
 
 

Dieta Barf No Grazie!

 
La Barf NON è formulata con Carne Biologica
 
La Dieta Barf che viene diffusa e commercializzata con lo spot di “alimentazione biologicamente appropriata”, non è di fatto una dieta Biologica: non tiene in considerazione la differenza abissale che passa tra carne biologica e carne da allevamento intensivo.
Spesso molte persone confondono il termine “alimentazione biologicamente appropriata”, con “alimentazione biologica”, e usano Barf pensando sia carne proveniente da allevamento biologico.
La Dieta Barf non è una Dieta Biologica è porta con se tutte le pesanti reazioni avverse, dovute all’utilizzo massivo e sconsiderato di carni provenienti da allevamenti industriali.
Di norma i Cani Barf vengono imbottiti di proteine di pessima qualità, per giunta integre perchè crude e complete di visceri ed ossa.
Inoltre oggi bovini, polli, tacchini e conigli sono vere e proprie farmacie ambulanti.

Ma come mai un alimentazione che si professa cultrice di esigenze nutrizionali “biologicamente appropriate” per Cani e Gatti, non considera la pessima qualità di carni industrialmente processate provenienti da allevamenti intensivi?
Ogni Cane ha la sua reattività, la sua risposta individuale, ma sappiamo che non basta mangiare.. e che in realtà un alimento per nutrire deve essere digerito e assimilato ed un sano processo digestivo NON può accadere con cibi trattati dall’industria.
E fu così che.. se noi ci laviamo bene le mani quando tocchiamo carne cruda.. ai nostri animali la facciamo ingerire, come se loro avessero un sistema digerente alieno, o quasi.
 
 

Il Cane ha ormai separato il suo processo evolutivo da quello del Lupo
 
Il Cane seppur discenda dal Lupo non è un Lupo.
Nulla di quello che è la vita del Cane oggi ricorda la vita del Lupo ma ..è tutta un’altra storia.
Il Cane odierno ha ereditato dal Lupo uno stile alimentare carneo, necessario alla sua crescita e al mantenimento della salute, ma nel corso dei secoli ha trasformato il suo modo di nutrirsi.
Per cui se una determinata quantità di alimento proteico, era naturalmente compatibile con il suo stile di vita, condizionato da fattori biologici e chimici propri del suo “terreno”, e dalle esigenze ambientali collegate agli stimoli neurosensoriali di paura e di sopravvivenza, possiamo affermare che oggi un Cane, specie se domestico, ha del tutto superato queste qualità ataviche, poichè vive in tutt’altro habitat, che lo accompagna verso un ulteriore evoluzione e trasmutazione.
La dieta è un elemento essenziale al mantenimento della salute, è connessa allo stile di vita e porta con se un determinato livello evolutivo, che anche il Cane ha raggiunto in secoli di interazione con l’uomo e che ha richiesto notevole sforzo di assestamento da parte sua.
Uno dei parametri concernenti l’evoluzione del regno animale, è proprio il superamento dell’istinto, che gli consente di sviluppare altre caratteristiche a livello di coscienza, che gli animali selvatici, non hanno.
Anche l’uomo evolve attraverso il superamento dei propri istinti e la gestione delle reazioni meccaniche.
Le aree del cervello localizzate nel sistema “rettiliano” e nel sistema “limbico”, che l’uomo condivide con gli animali, hanno consentito per secoli la sopravvivenza della specie. Le funzioni base di questi distretti celebrali sono: predazione, riproduzione, esplorazione del territorio, sistema circolatorio. Paura e Fame trasmettono impulsi a queste aree che istintivamente agiscono per garantire la sopravvivenza.

Lo stato di all’erta continuo in cui vive il Lupo, scatena una cascata chimica di ormoni e neurotrasmettitori, come ad esempio il cortisolo che attiva adrenalina, in risposta a stimoli ambientali, e rende la sua condizione fisiologica, estremamente diversa da quella di un Cane.

Man mano che si sale la scala evolutiva, gli animali, così come ha fatto e sta facendo l’uomo, si separano dal richiamo del gregge ed iniziano, seppur molto lentamente, ad individualizzarsi, (sentirsi individuo differenziato dal branco), coltivando altre qualità come: provare fiducia, affetto, empatia e riconoscenza per ciò che lo circonda, per l’uomo per gli altri simili e di sviluppare una propria caratteristica individuale.
Le aree del cervello deputate alla relazione e all’attaccamento si trovano nel sistema limbico, sistema condiviso tra uomo e animale. Il contatto con l’uomo è evolutivo per l’animale in quanto gli permette di sviluppare altri sensi, di comunicare in maniera diversa. Ad esempio impara a controllare gli impulsi primari della fame e della paura che dominano il suo istinto, appartenente ad un passato remoto biologico.
Un Cane oggi, specie se in famiglia, cerca sempre più di superare queste pulsioni primordiali, per far spazio ad esperienze e stati emozionali superiori a quelli comuni al regno animale.

L’alimentazione è sicuramente parte del processo evolutivo sia nell’uomo che nell’animale, in senso fisico, psico-emotivo e spirituale. (Non mi soffermo su quest’ultimo aspetto, argomento di nicchia sul quale chi vuole può trovare notizie in questi articoli Anima di Gruppo negli Animali e un Legame oltre il Tempo e lo Spazio.

 
 

Nutragenomica e Alimentazione
 
Si dice che noi “siamo ciò che mangiamo” e per gli animali è esattamente la stessa cosa.
Il collegamento tra cibo corpo, psiche e coscienza è stretto.
Secondo la Nutragenomica il cibo interagisce col DNA, non ha solo una funzione di nutrimento e biochimica, ma ha un azione impattante sul materiale genetico. Gli alimenti sono portatori di informazioni molecolari per il DNA.
Il cibo ha a che fare con esperienze di vita primordiali con la sopravvivenza con l’attaccamento, è al centro di processi di trasformazione alchemica.. tocca profondi archetipi e connette col tempo passato.

Per esempio prendiamo tutta la catena degli aminoacidi come la Metionina che è un precursore della Serotonina che funziona anche come epatoprotettore ecc.. La Serotonina è un neurotrasmettitore presente soprattutto nel sistema nervoso centrale e nel tratto gastro-intestinale. Nell’apparato digerente, la Serotonina regola la digestione, mentre a livello del sistema nervoso centrale, questo neurotrasmettitore è fondamentale per regolare l’umore, il sonno, l’appetito.
Il cibo regola gli ormoni, alcuni cibi attivano la proteina NRF2 plasmano e informano i GENI.
Sapete cos’è la nutrigenomica? La nutrigenomica è la scienza che studia gli effetti del cibo sull’espressione genica, in pratica il modo in cui l’informazione contenuta del DNA viene trasformata in proteine.

Il cibo è dunque in grado di modulare come il DNA si esprime, cioè come attiva alcuni geni e come ne sopprime altri, ossia come è in grado di auto-ripararsi o di generare patologie.

Quando un animale si mette in relazione al cibo, lo riceve da noi ed incorpora sostanze che entrano dentro il suo organismo, che poi vengono manipolate nel suo laboratorio alchemico (organi del metabolismo), diventando parte di esso.
Gli alimenti hanno il potere di plasmare il benessere psicofisico ed energetico, di persone e animali ed è proprio attraverso l’alimentazione che noi abbiamo un gran potere sulla salute del corpo, sia fisica che emotiva.

Ci Sono recettori nervosi per i grassi e per i carboidrati, ma anche per le vitamine, tra cui molto studiati quelli per le vitamine cosiddette liposolubili, la vitamina A e la vitamina D. L’attivazione alimentare di
questi recettori attiva gruppi di GENI. Per esempio, l’attivazione del recettore per i grassi , in sigla
Srebp, influenza l’espressione di circa trenta GENI. Esistono decine di recettori cosiddetti nucleari, che cioè trasmettono informazioni al nucleo della cellula dove sono contenuti i GENI ! attivano sia GENI legati al metabolismo sia geni legati all’immunità e alla stabilità della cellula. Molto studiati un gruppo di recettori chiamati PPAR i quali, sollecitati da acidi grassi e colesterolo, attivano GENI che controllano il metabolismo dei grassi ma regolano anche GENI infiammatori.

Insomma… l’alimentazione plasma le fattezze di tutti gli esseri viventi Cani e Gatti compresi.

 
 

Aggressività e Dieta Barf
 
Ricordiamo che il cibo oltre a caratteristiche nutrizionali ha caratteristiche vibrazionali nel senso che plasma la materia ma anche la psiche.
Con la Dieta Barf quindi fatta di carne cruda (talvolta si consigliando prede intere e morte da poco), si cerca di far regredire il Cane a livello selvatico di Lupo. Probabilmente si utilizza il Cane per esprimere da parte dell’uomo una forma di aggressività atavica che non viene altrimenti consentita. In questo caso non è il Cane ad essere aggressivo ma l’uomo.
Tante persone desiderano avere Cani performanti, Cani da mostra, Cani atleti, Cani addestrati.. e Cani Lupi, che ingurgitano prede intere: conigli, polli in barba a qualsiasi norma igienica ed etica, che si è fatta man mano strada nel settore nutrizionista, nel progredire verso una consapevolezza alimentare.

Con la Dieta Barf, in qualche modo si tende a stimolare l’istinto predatorio di Cani che ormai lo hanno perso, e francamente non mi meraviglierei, se una successiva evoluzione della Barf, possa essere quella di far mangiare al Cane prede vive!
Spesso nelle pagine internet che si occupano di Barf, si assiste a macabre scene in cui un Cane spolpa carcasse.
Personalmente non sono dell’idea che un Cane ad oggi possa sostenere una dieta vegetariana, dieta che invece appartiene all’evoluzione umana del momento, anche se devo dire che mi è capitato di aver trattato con supporti naturali, Cani con gravi malattie epatiche che hanno dovuto affrontare diete a base di proteine vegetali con dosi minime di pesce e che hanno vissuto bene e a lungo.

 
 

Da un punto di vista strettamente fisiologico la dieta Barf è rischiosa per..
 
– Le principali problematiche sono legate ad un eccesso proteico per disfunzioni renali o epatiche, contenuto elevato di grassi con rischi o di pancreatite, integrazioni vitaminiche inadeguate (carenza o eccesso di Vitamina A, carenza di Vitamina E, D, carenza di oligoelementi come lo zinco, squilibrio calcio-forforo con alterazioni della crescita).

– Patologie legati all’assunzione di ossa: lesioni orali, fratture dentali, ossa incastrate nel tratto digestivo (esofago, stomaco, intestino) con altissimo rischio di perforazione.

– Utilizzo delle uova crude: contengono avidina che si lega alla biotina provocando carenza di quest’ultima, inoltre l’albume contiene tripsina che ostacola la digestione delle proteine.

– Il pesce crudo: contiene tiaminasi che distrugge la tiamina e la trimetilamina che si lega al ferro, provocando carenze.

– I fagioli: contengono lectine e tannine ( che danneggiano la mucosa gastrointestinale), inibitori della tripsina e glucosidi cianogenetici.

– Problemi specifici: tireotossicosi che possono sviluppare alcuni cani nutrendosi di tessuto tiroideo contenuto nella carne cruda poiché gli ormoni tiroidei sono termostabili.

– Animali con gastroenterite cronica ed alterazione della flora microbica intestinale: la dieta BARF risulta pericolosa per i rischi di sovrainfezione batterica.

– Frattaglie e fegato: il fegato è notoriamente deposito di tossine .. spesso oggetto di parassitosi; gli organismi statisticamente più presenti e potenzialmente nocivi sono l’Echinococcus (echinococcosi epatica) e la Fascicola hepatica (distomatosi epato-biliare), anche se non sono certo gli unici.
Il fegato è un alimento ricco di colesterolo e di purine e costituisce un alimento che (per questioni igieniche, organolettiche e gustative), necessita una cottura profonda che raggiunga il cuore dell’alimento con temperature superiori alla pastorizzazione. Purtroppo, così facendo, le vitamine in esso contenute vengono degradate, inattivandosi e vanificandone l’assunzione (vit. C, folati o acido folico ecc).
 
 

Uno sguardo alla patogenicità delle Carni da Allevamento intensivo
 
L’allevamento intensivo della carne da macello è condotto, con obiettivi commerciale atti a produrre la maggior quantità possibile di carne, nel minor tempo possibile, al minor costo possibile.
Gli animali vengono allevati in spazi estremamente ristretti, e per tutto l’arco della vita non possono muoversi, se non per mangiare. Questo provoca un continuo stress che si traduce in un indebolimento del sistema immunitario degli animali, i quali sono quindi vittima di continue infezioni, che vengono curate con trattamenti antibiotici; non a caso metà degli antibiotici prodotti nel mondo sono destinati alla zootecnia.
I continui trattamenti con antibiotici favoriscono lo sviluppo di ceppi batterici resistenti agli antibiotici stessi.
I mangimi, possono essere costituiti da materie prime geneticamente modificate (senza obbligo di etichettatura nel prodotto finale) o contenere notevoli quantità di materiali di scarto, aggiunti per abbassare i costi del prodotto. Le farine di carne sono ormai vietate, ma questo non ha risolto il problema della qualità globale ei mangimi; nell’arco della vita il bovino “convenzionale” finisce per accumulare notevoli quantità di pesticidi, farmaci e sostanze chimiche tossiche, presenti come residuo nelle materie prime usate in mangimistica.

I parassiti sono presenti direttamente nel tessuto muscolare come il toxoplasma, la tenia, la trichinella, l’ascaride o gli ossiuri; ma anche sopraggiunti nella carne macellata in un secondo momento come per l’ameba e la giardia.
Un discorso a sé stante riguarda il contagio da prioni; in breve, i prioni sono polipeptidi (catene di amminoacidi) che, per un motivo o per un altro, in un determinato momento ed apparentemente senza ragione, mutano di struttura alterando la funzione del tessuto che vanno a costituire; i prioni maggiormente conosciuti e temuti sono quelli che danno origine alla “Bovine Spongiform Encephalopathy” (BSE), anche detta morbo della “mucca pazza”; questi sono costituenti del tessuto nervoso e la loro modificazione strutturale determina delle lesioni “spugnose” (fori e trabecole) nel cervello dell’animale e anche in quello dell’uomo. In quest’ultimo e negli altri casi sopra citati (salvo per le carni ampiamente contaminate da batteri “gram-“), la cottura uccide (o inattiva) l’agente patogeno scongiurando la maggior parte dei rischi del mangiare carne cruda.

L’alimentazione degli animali di allecamenti intensivi, è costituita da pasti fatti coi loro stessi escrementi, con scarti alimentari e residui d’ogni genere: contrariamente alle normative per i bovini, i mangimi per pollame e tacchini possono contenere fino al 30% di farine di carne e di pesce, olio esausto di motori, grassi di origine animale, proteine animali derivate dalle interiora, dalle teste, dalle zampe, dalle piume dei pulcini precedentemente soppressi. Il restante 70% del mangime è costituito da mais e soia, generalmente di produzione transgenica in quanto meno costosa: questi mangimi, prodotti in Italia, hanno delle formule top-secret e quindi possono contenere di tutto e di più.
I polli attuali sono grandi il 400% in più rispetto a quelli degli anni 60. Questa rapida crescita è dovuta alla somministrazione di antibiotici e ormoni.
 
 
Gli Animali di allevamento intensivo sono farmacie ambulanti
 
La carne veicola i farmaci che sono somministrati all’animale, i vaccini, gli antibiotici, i cortisonici, gli ormoni, gli anemizzanti e tutte le altre sostanze con cui l’animale viene “trattato” durante la sua “vita” in modo da crescere in modo adeguato secondo quelle che sono le richieste del mercato. Oltre ai composti che l’animale assume per via esogena, la carne trasporta anche i composti sviluppati dall’animale prima di morire. Si parla principalmente di tutti gli ormoni da stress che l’animale secerne nel momento in cui prende coscienza che il macellaio lo sta ammazzando e l’urina, che l’animale espelle o prima di morire, quando letteralmente se la fa addosso (appeso peraltro a testa in giù e con il ventre già dilaniato e fumante…) o pochi istanti dopo la morte, prima che le viscere gli vengano asportate. Oltre a ciò vi sono anche le malattie dell’animale veicolate dalla carne.
 
 

Cottura della carne idonea
 
Una corretta cottura fa in modo che il cibo mantenga le proprie qualità nutrizionali. Un tipo di cottura errata può invece causare la formazione di sostanze nocive e la distruzione dei principi nutritivi contenuti nell’alimento.
La stabilità dei principi nutritivi contenuti negli alimenti è influenzata da diversi fattori: la durata e l’intensità cui viene sottoposto il cibo termicamente, l’umidità, la luce, la presenza di ossigeno. Sono tutti fattori che possono determinare la perdita o meno di vitamine e sali minerali e che rappresentano un problema nell’alimentazione moderna.
La cottura rende il cibo più digeribile, rende igienici e sicuri i cibi dal punto di vista microbico, disattiva certe sostanze anti nutrizionali presenti in molti alimenti allo stato crudo (albume, legumi, ecc.).
una cottura prolungata la formazione di sostanze indigeribili per effetto del calore (reazioni di Maillard tra aminoacidi e carboidrati)la distruzione o dispersione dei principi nutritivi, soprattutto per le vitamine termolabili (che si riducono col calore) come la vitamina C e le vitamine del gruppo B;
la dispersione dei sali minerali (per esempio nell’acqua di cottura) e la distruzione di alcuni amminoacidi essenziali.
Per quanto concerne la cottura di alimenti di origine animale bisogna tener conto che le vitamine vengono degradate sia dal calore diretto che dalla dissoluzione in acqua; si possono riutilizzare quindi i brodi di cottura, recuperando parte dei sali minerali e quantitativi anche considerevoli di vitamine del gruppo B.
Le perdite di vitamina A durante i trattamenti termici domestici sono minime mentre i trattamenti termici eccessivi degradano con le alte temperature la parte grassa dell’alimento e quindi il contenuto di vitamine liposolubili. Inoltre a temperature elevate, i grassi tendono a scindersi in glicerolo e acidi grassi e possono degradarsi, originando prodotti di ossidazione che portano alla formazione di sostanze potenzialmente tossiche.

I sali minerali non vengono degradati dalla cottura; quando però vengono cotti nell’acqua, i sali tendono a trasferirvisi e l’alimento si impoverisce (ecco il perché dell’importanza di riutilizzare i brodi di cottura come negli alimenti umidi).

Le proteine durante la cottura tendono a coagularsi e a cambiare colore; prolungando la cottura, avviene una scissione in molecole più semplici e in questa forma le sostanze proteiche sono più digeribili, ma bisogna tenere presente che una cottura troppo prolungata può determinare una minor disponibilità di alcuni amminoacidi essenziali: lisina, triptofano, cisteina e metionina.
 
 
Igiene Alimentare e Dieta Barf
 
Se noi ci laviamo le mani dopo aver toccato carne cruda e invece a loro la facciamo mangiare.. qualcosa non torna
La carne può contenere virus, batteri e parassiti. I batteri patogeni che possono infettare sia il Cane che il Gatto includono microrganismi intestinali come ad esempio: Escherichia coli, Salmonella, Campylobacter, Yersinia ed endoparassiti. Molto elevato anche il rischio di zoonosi (trasmissione della malattia dall’animale all’uomo) come la Tubercolosi ed il Toxoplasma. Cani e Gatti che ingeriscono carne cruda contaminata possono diventare portatori asintomatici e diffondere mediante le feci, per molte settimane, patogeni umani come la Samonella. Risulta inoltre molto importante anche la metodica di conservazione, l’osservazione rigorosa della catena del freddo, per abbattere al minimo i rischi microbiologici.

 
 

Concludendo
 
Sicuramente il passaggio da alimenti sintetici confezionati industrialmente, fatti con scarti e zeppi di additivi chimici, alla dieta Barf è auspicabile, ma bisogna considerare che ci sono alternative decisamente migliori.
E’ visibile come il Cane si stia allontanando sempre più dallo stile di vita selvatico, per avvicinarsi ad una nuova era evolutiva, iniziando a sviluppare altre caratteristiche appartenenti a determinati corpi energetici collegati ad emozioni più elevate, rispetto a quelle istintive.
Il Cane chiede di interagire con noi, per lasciarsi alle spalle paura, predazione e aggressività.
Anche se la sua struttura fisica e i suoi apparati fisiologici sono sempre quelli di un carnivoro, si è adattato da millenni, a mangiare altro, il che ha determinato sicuramente una variazione del loro campo morfogenetico.
Spetta all’uomo il compito, non facile, di trovare la giusta dieta per accompagnare amorevolmente il Cane verso questo nuovo passaggio evolutivo.
Con tranquillità si può scegliere di alimentare i nostri Cani con cibi naturali cotti in maniera corretta, fatti di proteine di pesce e carne di ottima qualità o biologica, in base essenzialmente alle sue preferenze gustative, ad età, stazza e stile di vita più o meno sedentario, verdure come zucca e zucchina, cereali poco e niente e non tutti i giorni di seguito.

L’ alimentazione non si presta a diventare un dogma, ma necessita di essere personalizzata e rivisitata in tutte le sue sfaccettature, perchè da essa dipende la quasi totalità dello stato di salute.
So bene che gli integralisti della Barf, non approvano, ma esprimo ugualmente la mia opinione, come sintesi di ciò che mi è arrivato da tante esperienze pregresse e attuali con i Cani.
Così come spiego di cosa è fatto il pet food industriale e di quanto possa essere dannoso per tutto il sistema vitale, ho voluto motivare le ragioni per cui non nutrirei mai un Cane con la Barf, ma piuttosto con proteine di qualità, possibilmente biologiche e sottoposte ad una cottura equilibrata.
Di fatto si cerca sempre di ottimizzare la dieta accompagnando il Cane in questo inevitabile e impegnativo percorso di adattamento e trasformazione da selvaggio a “civilizzato”.. così come è avvenuto nell’evoluzione umana.
Se non altro chi usa Barf e poi verifica problemi, sa a cosa attribuirli.

 
Ma soprattutto evitate categoricamente crocchette e scatolette per tutto quello che è stato abbondantemente trattato e minuziosamente approfondito, nella sezione dedicata all’ Alimentazione Biocompatibile
 
 
Grazia Foti
Naturopata

 
 
www.gattocicova.it

 
 

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