Epilessia nel Cane

Inserito in Malattie del CANE

L’Epilessia nel Cane è un disturbo neurologico con crisi convulsive improvvise, dovute ad un’iperattività delle cellule nervose: i neuroni. Alcuni o tutti i neuroni della corteccia cerebrale, incominciano ad attivarsi ad un ritmo molto superiore al normale, producendo una scarica.

 
Epilessia nel Cane
 

Epilessia nel Cane

 

Se paragoniamo l’insieme delle cellule nervose, ad una complicata rete elettrica, possiamo grossolanamente assimilare l’origine della crisi, ad una “scarica” elettrica incontrollata, che inizia all’improvviso, e che spesso finisce rapidamente senza lasciare conseguenze. Tale scarica eccessiva, può coinvolgere un numero limitato di cellule nervose, come nelle Epilessie focali, o essere un fenomeno diffuso ad ampie aree della corteccia cerebrale, come nelle Epilessie generalizzate.

Epilessia nel Cane
Le crisi epilettiche sono favorite da fattori che aumentano l’eccitabilità elettrica delle cellule nervose e abbassano la naturale soglia alla loro scarica spontanea: alterazioni degli elettroliti, fattori genetici e metabolici

L’ Epilessia nel Cane, può dipendere da un’anomala acidificazione dei tessuti cerebrali, ad opera del sangue che li irrora continuamente. Una dieta scorretta, induce acidità metabolica: gli alimenti industriali possono contenere una carica eccessiva di micotossine e metalli pesanti responsabili di infiammazione di alcuni distretti cerebrali che specie nei soggetti predisposti possono portare all’innesco della crisi. Inoltre alcuni studi in campo umano hanno visto che un’acidificazione tessutale del distretto encefalico può scatenare la crisi. Questa acidificazione puo’ essere sia metabolica (da insufficienza renale,alimentazione errata, dismicrobismo intestinale,disfunzione epatica ecc )sia di origine vascolare in situazioni di iperviscosità ematica con conseguente insufficienza vascolare con acidità locale e accumulo di radicali liberi questa condizione si riscontra specie nel gatto in condizioni di insufficienza renale scompensata
 
La TERAPIA : in un soggetto epilettico la cosa importante e cercare di dare la minima dose di farmaco per ridurre gli effetti tossici che questi farmaci provocano nel tempo ,per fare questo si deve pulire il tessuto cerebrale dall’accumulo di acidi e radicali liberi e inoltre riequilibrare gli squilibri elettrolitici che creano un’iper reattività delle trasmissioni all’interno del cervello. Personalmente in un soggetto epilettico imposto la terapia cercando di curare l’alimentazione ,evitando quelli alimenti che possono intossicare ed acidificare il sangue ed i tessuti, prediligendo alimenti biologici naturali a questi si deve integrare vitamine , oligoelementi e antiossidanti che preservano le membrane della cellula nervosa e non ultimo tenere drenato l’organismo al fine di compensare la tossicità dei farmaci antiepilettici Un tessuto cerebrale ben drenato e vascolarizzato richiede una dose di farmaco antiepilettico minore .Ridurre la dose di questi farmaci significa migliorare la qualita’ di vita ed preservare il sistema immunitario
 
l’uso prolungato di farmaci anticonvulsivi (barbiturici), utilizzati nelle crisi epilettiche, sottrae all’organismo le vitamine del gruppo B in particolare la B6 lo zinco e il rame.
Lo zinco riveste importanti funzioni antinfettive, è fondamentale nel controllo dei radicali liberi e svolge un ruolo centrale nel mantenere sano il sistema circolatorio, la pelle e l’apparato sessuale maschile.
Dall’altra parte il rame ha un’azione antiossidante e mantiene sani ed efficienti i vasi sanguigni. Come lo zinco è importante in caso di infezioni sia virali che batteriche.
 
Infine le vitamine del gruppo B sono fondamentali nel metabolismo dell’energia e vengono utilizzate efficacemente nel riequilibrio di stati depressivi anche importanti. In particolare ci riferiamo all’Inositolo e alla vitamina B6. Sono importanti anche nei meccanismi della memoria e nel preservare l’integrità del sistema circolatorio.
 
Omocisteina è un aminoacido solforato che viene metabolizzato con l’aiuto di acido folico, la vitamina B6 e la vitamina B12. I fattori genetici o acquisiti che determinano una riduzione dei livelli di acido folico, di vitamina B6 e di vitamina B12 provocano elevati livelli plasmatici di omocisteina.
 
Per evitare l’ iperomocisteinemia è bene valutare il reintegro di alcune vitamine del gruppo B (in particolare l’acido folico), ma soprattutto con la reintegrazione di oligoelementi… il tutto a basso dosaggio, per non stimolare il sistema nervoso.
 
 
Grazia Foti
Naturopata
 
 
www.gattocicova.it

 
 

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