il Cortisone nel Gatto e nel Cane

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Il Cortisone nel Gatto e nel Cane è un farmaco dagli aspetti ambivalenti e controversi: può salvare la vita in determinate occasioni, ma può produrre gravi danni se usato a sproposito.
 
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il Cortisone nel Gatto e nel Cane

 

E’ un farmaco da usare solo se indispensabile, in quanto gli effetti iatrogeni che può provocare sono talvolta molti gravi.
Questo medicinale deve ovviamente essere utilizzato solo con la guida di un bravo veterinario.
In questa pagina cercheremo di capire se e quando il Cortisone è indispensabile e se davvero può essere sostituito da rimedi naturali.

L’azione del Cortisone nel Gatto e nel Cane è di tipo antinfiammatorio ed immunosoppressivo ed ha una struttura chimica analoga al cortisolo che è un ormone secreto dalle ghiandole surrenali e che si esplica riducendo la produzione di molecole pro-infiammatorie prodotte da varie cellule dell’organismo.

Il Cortisone è un farmaco sintomatico con un azione potente ma transitoria, non agisce sulle cause della malattia, ma ne riduce gli effetti sopprimendo le reazioni del Sistema Immunitario a situazioni ed agenti patogeni

 
Il cortisone inibisce il Sistema Immunitario, lo mette in pausa. Ecco perchè si ha una remissione dei sintomi: il Sistema Immunitario smette di lavorare e le tossine che devono essere espulse, per esempio attraverso lo sfogo cutaneo, rimangono dove si trovano, si ha una guarigione apparente, ma la vera causa rimane nell’organismo. Infatti come si smette di assumere cortisone e il suo effetto inibitore viene meno, si ripetono gli stessi sintomi , spesso peggiorati, perchè rimandare l’espulsione delle tossine le rende più resistenti dando loro il tempo di infettare altre zone dell’organismo.
Continuando ad annullare sistematicamente il lavoro del sistema immunitario le tossine si accumulano e infettano sempre più l’organismo fino ad arrivare a infettare gli organi ed ecco che da una dermatite si passa ad un problema molto più grande.
 
Il risultato finale è un corpo malato, a cui è stata tolta la possibilità di difendersi annullando la reazione del suo Sistema Immunitario e che diventa ricco di tossine ulteriori accumulate grazie alla ritenzione idrica dovuta all’effetto del cortisone.
 
Generalmente il Cortisone nel Gatto e nel Cane viene utilizzato per malattie autoimmuni, malattie reumatiche ed artritiche, malattie dermatologiche, nelle neoplasie, nelle anafilassi, nelle crisi asmatiche ed enfisematose, stati di shock e altro … a discrezione del veterinario che si assume la responsabilità delle scelte terapeutiche.
E’ controindicato in caso di ulcera, patologie cardiovascolari e renali, ipertensione arteriosa, nell’osteoporosi, nelle epatopatie infettive, nell’ipotiroidismo, nelle psicosi e nel diabete.
 
La posologia e il tipo di cortisonico da usare dipendono dalla gravità, prognosi e durata presunta della malattia, nonchè dalla risposta individuale del paziente.
 
Il Cortisone mette a “dormire” le ghiandole surrenali che devono, riprendere a funzionare regolarmente anche a fine terapia per questo va scalato in maniera graduale.
Non va mai sospeso di colpo. altrimenti si rischia l’insufficienza surrenalica e il rischio che l’organismo non possa più produrlo è alto.
 
Effetti Collaterali
Gli effetti avversi della terapia cortisonica sono numerosi e devono essere tenuti sotto controllo per tutta la durata del trattamento. Solitamente gli effetti collaterali importanti del cortisone arrivano in caso di utilizzo prolungato e quando non vengono rispettati gli orari delle ghiandole surrenali, che per esempio nei gatti sono serali.

– Iperglicemia e glicosuria
– Ipertensione
– Euforia, irritabilità, cambiamenti di umore
– Glaucoma e cataratta asintomatica
– Edema, ritenzione idrica
– Poliuria
– Polidipsia
– Polifagia
– Iperadrenocorticismo iatrogeno
– Aumento della produzione di urea
– Assottigliamento della cartilagine
– Riassorbimento del tessuto osseo e tendenza alle fratture spontanee
– Debolezza muscolare
– Ritardo della guarigione delle ferite
– Immunodepressione con aumento del rischio di contrarre infezioni
– Ulcera allo stomaco
– Vomito e diarrea
– Riduzione della mineralizzazione
 

I corticosteroidi sono controindicati nelle malattie infettive acute e croniche specie virali,
 
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Esistono rimedi naturali che si possono sostituire al cortisone?
 
In realtà a questa domanda così formulata la risposta è no !
 
Tuttavia abbiamo a disposizione diverse tecniche naturali, che possono aiutare a diminuire e minimizzare i dosaggi del cortisone in malattie croniche e che hanno un’azione antinfiammatoria e/o antiallergica. Questi trattamenti, variano in base al tipo di patologia.
 
Il principio attivo naturale che più si avvicina a quello del cortisone, in quanto stimola le ghiandole surrenali a produrre cortisolo, è il Ribes Nigrum in macerato glicerico (MG) o in macerato spagirico alchemico (MSA), ma che ovviamente non può essere usato per tutte le manifestazioni acute gravi, in cui serve l’uso del Cortisone. Esistono integratori e omeopatici come ad esempio Histaminum, da usare in caso di intolleranze e allergie. Terapie di mantenimento in caso di problemi respiratori importanti come il Corylus Avellana (MSA), Arnica omeopatica per traumi.
Vari fitoterapici come Artiglio del Diavolo danno buoni risultati per Artrosi, Artriti e Reumatismi, ma sopratutto la Boswellia che ha spettacolari effetti antidolorifici e antinfiammatori.
 
Una tecnica molto utile per patologie articolari acute e croniche e per le problematiche neurologiche è l’AGOPUNTURA che può rappresentare una valida alternativa all’uso del cortisone a patto che l’agopuntore sia bravo ed esperto.

Per drenare il Cortisone e contrastare gli effetti dannosi dopo un ciclo dello stesso, il rimedio più utilizzato ed efficace è PULSATILLA comp in fiale della Heel

N.B. Questo è il foglietto illustrativo del BENTELAN farmaco molto usato dai veterinari tradizionali che non conoscono alternative al cortisone, per cui quando vedete comparire uno dei seguenti sintomi allertate subito il veterinario:

BENTELAN soluzione iniettabile contiene sodio metabisolfito; tale sostanza può provocare, in soggetti sensibili, reazioni di tipo allergico talora gravi.

EFFETTI INDESIDERATI
In corso di terapia con cortisonici, specie per trattamenti intensi e prolungati, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti:
– alterazioni del bilancio idro-elettrolitico, soprattutto ipokaliemia, che raramente ed in pazienti particolarmente predisposti possono arrivare all’ipertensione e all’insufficienza cardiaca congestizia;
– alterazioni muscoloscheletriche quali osteoporosi, osteonecrosi asettica, in particolare alla testa del femore, miopatie, fragilità ossea;
– complicazioni a carico dell’apparato gastro-intestinale che possono arrivare fino alla comparsa o all’attivazione di ulcera peptica;
– alterazioni cutanee quali ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilità della cute;
– alterazioni neurologiche quali vertigini, cefalea ed aumento della pressione endocranica, instabilità psichica;
– disendocrinie quali irregolarità mestruali, segni di ipercorticismo, aspetto simil-cushingoide, disturbi della crescita nei bambini;
– interferenza con la funzionalità dell’asse ipofisi-surrene, particolarmente in momenti di stress; diminuita tollerabilità ai glucidi e possibile manifestazione di diabete mellito latente, nonché aumentata necessità di farmaci ipoglicemizzanti nei diabetici;
– complicazioni oftalmiche quali glaucoma, cataratta posteriore subcapsulare ed aumentata pressione endoculare;
– negativizzazione del bilancio dell’azoto, per cui, nei trattamenti prolungati, la razione di proteine deve essere adeguatamente aumentata.
E’ importante che il paziente comunichi al proprio medico o al farmacista la comparsa di eventuali effetti indesiderati anche non descritti sopra.

 
 
www.gattocicova.it

 
 

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