Omotossicologia nel Gatto nel Cane

Inserito in Medicine Non Convenzionali

L’Omotossicologia nel Gatto nel Cane definita anche l’Omeopatia Antiomotossica, è una medicina Olistica focalizzata sull’analisi, il comportamento e l’eliminazione delle tossine che danneggiano l’organismo, le cosiddette omotossine.

 
Omotossicologia nel Gatto nel Cane
 

Omotossicologia nel Gatto nel Cane

 
L’Omotossicologia portata alla luce dal dott. Reckeweg, identifica nelle “omotossine” la causa eziologica delle malattie.
Ha come finalità la valutazione clinica degli effetti di tossine endogene ed esogene con il relativo e adeguato trattamento omeopatico.

L’Omotossicologia è parte dell’Omeopatia con un proprio Corpus teorico, metodologico e clinico con una propria peculiare strategia terapeutica

La risposta dell’organismo alla noxa (causa) patogena, è un sistema integrato che venne chiamato “Sistema della grande difesa” e coinvolge:
Sistema Immunitario
Sistema Connettivo
Sistema Nervoso
Sistema Ormonale
Funzione Emuntoria del Fegato
 
Reckeweg si accorse che la malattia altro non è che la manifestazione del Sistema Immunitario che si mette in moto per combattere ed espellere i veleni che inquinano i tessuti.
Nel momento in cui l’organismo viene caricato di tossine (alimentazione errata, intolleranze, assunzione di medicine, pesticidi, stress, ecc..) si attiva per la loro espulsione tramite organi emuntori strategicamente disseminati per tutto il corpo, tra cui:
 
la pelle (eczema, dermatiti, herpes..)
 
il sistema respiratorio (rinite, sinusite, asma, bronchite…)
 
l’apparato gastro-intestinale (diarrea, vomito..)
 
l’apparato urinario (calcoli, cistite..)
 
il fegato e le vie biliari (epatiti, pancreatiti..)

 

L’organismo si difende dalle tossine con reazioni antitossiche, che noi comunemente chiamiamo “malattia” e che cerchiamo di reprimere con i farmaci, togliendo in questo modo il sintomo ma NON LE TOSSINE che lo hanno causato.
La sequela degli “Anti”, antibiotici, antipiretici, antidolorifici, usati troppo frequentemente e spesso a sproposito, bloccano l’effetto di eliminazione in atto e fanno trasmigrare le tossine in altri tessuti dove, divenute maggiormente aggressive, fanno danni ancora peggiori, anche a livello cellulare. E logico quindi aspettarsi un ritorno del malessere, anche in forma diversa.
 

Qualunque organismo è continuamente attraversato da un’enorme quantità di tossine esogene (batteri, virus, tossine alimentari, fattori di inquinamento ambientale, cataboliti di farmaci di sintesi, stress emotivi, ecc.) ed endogene (prodotti intermedi dei diversi metabolismi, cataboliti finali, ecc.).

In accordo con la teoria di von Bertanlanffy, secondo cui l’organismo è un sistema di flusso in equilibrio dinamico:
– resterà nella condizione di equilibrio = salute se l’omotossina non è particolarmente “virulenta” e se i sistemi emuntoriali sono efficienti, essa attraversa l’organismo-sistema di flusso senza determinare alcuna interferenza nella sua omeostasi;
– si determinerà un’alterazione dell’equilibrio = malattia se la tossina è particolarmente “aggressiva”o se i sistemi di drenaggio emuntoriale non sono sufficienti, l’organismo, nella sua naturale tendenza verso il mantenimento o il ripristino della sua “omeostasi”, cercherà di compensare innescando meccanismi supplementari di tipo autodifensivo.
 
In sintesi, da un punto di vista omotossicologico, la malattia è da interpretare come la risultante che scaturisce dall’interazione tra causa patogena, fattori ambientali e soprattutto reattività, cioè le malattie sono l’espressione della lotta dell’organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle; lotta che l’organismo compie naturalmente per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine.
Questa visione biologica mette in atto un processo di guarigione: con i farmaci omotossicologici si stimola la capacità di autoguarigione del paziente attraverso il ripristino delle sue capacità metaboliche, enzimatiche, immunologiche, emuntoriali, giungendo alla definitiva eliminazione del carico tossico responsabile del quadro morboso, cioè alla vera guarigione.

Omotossicologia nel Gatto nel Cane

 
Vicariazione
Partendo da questa premessa, il dott. Reckeweg osservò e riportò un fenomeno detto Vicariazione, cioè lo spostamento della malattia da un tessuto all’altro, da un organo all’altro.
Con la terapia omotossicologica si noterà la cosiddetta vicariazione regressiva, cioè lo spostamento della malattia da organi più nobili e profondi verso organi o sistemi deputati all’escrezione delle tossine.
La terapia omotossica non elimina il sintomo, ma lancia un vero e proprio impulso verso la guarigione basato sulla disintossicazione.
Così come avviene in umana anche nell’ambito veterinario è possibile usare terapie drenanti, per favorire l’eliminazione delle tossine dell’organismo attraverso gli organi emuntori.

I mezzi terapeutici usati nell’ Omotossicologia nel Gatto nel Cane esattamente come per l’uomo, sono principalmente farmaci omeopatici unitari e/o complessi

Grazia Foti
Naturopata

 
 
www.gattocicova.it

 
 

Omotossicologia nel Gatto nel Cane

 
 

POTREBBE PIACERTI ANCHE ..

Agopuntura Veterinaria

Metalli Vegetabilizzati

Medicina Antroposofica

Micro Immunoterapia

Spagiria nel Gatto e nel Cane

Catene Causali H. Schimmel

Litoterapia Dechelatrice

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Omotossicologia nel Gatto nel Cane