PEA nel Cane e Gatto Palmitoilethanolamide

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PEA nel Cane e Gatto Palmitoilethanolamide è una sostanza prodotta dall’organismo umano e animale con attività analgesica ed antinfiammatoria, che si può assumere sotto forma di integratore.

 
PEA nel Cane e Gatto
 

PEA nel Cane e Gatto

 
Rita Levi Montalcini ha iniziato gli studi di PEA osservando il meccanismo d’azione protettore e riparatore di questa sostanza che viene prodotta dalle cellule del corpo per modulare e stabilizzare il normale funzionamento dei tessuti in casi di stati infiammatori acuti e cronici.

PEA quindi viene fisiologicamente rilasciata dal corpo umano e animale, quando i mastociti rispondono in maniera abnorme ad uno stimolo esterno, per salvaguardare le cellule ed i tessuti da eventuali danni a cui questi vengono esposti da infiammazioni e da dolori cronici. PEA ha una funzione di protezione delle cellule, ripristina il loro l’equilibrio, le ripara da eventuali danni, riduce il dolore cronico e le infiammazioni.
 
 
la Palmitoilehtanolamide è una N-aciletanolamide endogena che ha un ruolo importante nella risoluzione dei processi neuro-infiammatori ed algici. La Palmitoilethanolamide agisce su diversi target cellulari non-neuronali coinvolti nei processi neuro-infiammatori periferici e centrali, che si manifestano in condizioni di dolore sia acuto che cronico come dimostrato in numerosi studi pre-clinici ed avallato da un crescente numero di studi clinici (purtroppo in animali da laboratorio).

PEA nel Cane e Gatto

 
La Pea è di fatto, un costituente fisiologico delle cellule e si trova in elevate concentrazionu nel tuorlo d’uovo e nell’olio di soia. Questa sostanza ha dimostrato di essere efficace, sicura e ben tollerata.
In generale migliora la qualità della vita, non ha effetti collaterali di rilievo e può essere somministrata senza problemi insieme ad altri farmaci.
 
 
E’ da utilizzare per disturbi sostenuti da processi neuroinfiammatori nei casi in cui risulta utile contrastare fisiologicamente il deficit di produzione endogena della Palmitoiletanolamide, che si determina quando l’organismo, sottoposto a ricorrenti condizioni di tipo infiammatorio, esaurisce la sua naturale capacità di sintesi. L’impiego della Palmitoiletanolamide micronizzata e ultramicronizzata nella pratica clinica ha dimostrato indurre un miglioramento della sintomatologia dolorosa e funzionale che si manifesta in molte patologie di tipo infiammatorio, traumatico e neurodegenerativo a carico del Sistema Nervoso Periferico e del Sistema Nervoso Centrale.

Soprattutto le patologie che riguardano l’apparato osteoarticolare beneficiano dell’uso di PEA

– artrosi e artrite
– dolori reumatici
– patologie neurodegenerative
– dolori da compressione nervosa
– sindromi da dolore neuropatico
– sindromi da dolore pelvico
– sindromi da dolore cronico
– infiammazioni croniche
– displasia dell’anca
– patologie articolari croniche
 
 

Inoltre la PEA è utilizzata con successo nei casi di DERMATITE nei Cani e Gatti, sia per l’attività antinfiammatoria e sia per quella algica, in grado sunque di alleviare e spesso togliere il prurito. PEA nelle Dermatiti, riduce anche l’estensione delle lesioni atopiche.

 
 
Come agisce PEA negli Animali
Gli effetti antinfiammatori ed analgesici della Palmitoiletanolamide nel Cane e Gatto ed anche nelle persone, sono imputabili a più meccanismi d’azione di natura “pleiotropica recettoriale”. A livello cellulare la Palmitoiletanolamide agisce principalmente su due cellule non neuronali, il mastocita e la microglia. La normalizzazione dell’attivazione eccessiva di queste cellule coinvolte nei processi infiammatori periferici, spinali e centrali, caratterizzati da dolore cronico, è alla base dei principali effetti della Palmitoiletanolamide. A livello molecolare la Palmitoilethanolamide interagisce con molteplici recettori tra cui il PPAR-a,CB2, GPR55 ecc. La Palmitoietanolamide potenzia l’attività delle N-aciletilamidi endogene con un meccanismo, denominato entourage effect, che le permette di interagire in modo indiretto con i sistemi degli endocannabinoidi e degli endovanilloidi.

 
 

Purtroppo anche PEA è stata testata su animali da laboratorio Cani compresi e questi sono i risultati:
Studi di tossicità acuta hanno dimostrato che la DL/50 della Palmitoiletanolamide nei ratti e nei topi è superiore a 5000 mg/kg. Dopo somministrazione sub-acuta e cronica il dosaggio di tollerabilità è stato valutato pari a 100 mg/kg/die nei cani e superiore a 500 mg/kg/die nei topi e ratti. Gli studi clinici effettuati su un numero cospicuo di pazienti dimostrano l’ottima tollerabilità della Palmitoiletanolamide anche per dosi molto elevate e l’assenza di variazioni clinicamente rilevanti degli esami ematologici ed ematochimici effettuati.
Non è stato osservato alcun effetto teratogeno o embriotossico della palmitoiletanolamide dopo la somministrazione in gravidanza di 50 mg/kg di peso corporeo per 12 giorni.
Palmitoiletanolamide e mutagenicita: benchè si possa escludere un potenziale effetto mutageno della Palmitoietanolamide in quanto già presente nell’organismo dei mammiferi, la mutagenicità della PEA è stata verificata usando il test Amest: la Palmitoiletanolamide, impiegata a dosaggi compresi tra 10000 e 1000 µg/ml non ha dimostrato effetti mutageni.
Palmitoiletanolamide e tollerabilità gastrica: la somministrazione orale di Palmitoiletanolamide alla dose di 50 mg/kg (dose approssimativamente 5 volte più alta rispetto alla dose attiva), e alla dose di 10 mg/kg in somministrazioni ripetute per 5 giorni non induce formazione di ulcere. Inoltre, se somministrata a dose di 50 mg/kg contemporaneamente a diclofenac 15 mg/kg, dosaggio noto indurre lesioni gastriche, la PEA diminuisce il potenziale ulcerogenico dei FANS, abbassando il numero di animali che sviluppano ulcerazioni e mitigando l’eventuale danno.

 
 
Come scegliere PEA nel Cane e Gatti
E’ sempre bene preferire prodotti di aziende che contengono il principio attivo naturale senza aggiunte di additivi chimici o altre sostanze. Spesso alcuni integratori contengono additivi chimici estranei all’organismo: povidone, croscaramellosa, stearato di magnesio, polisorbato ecc ecc. Frequentemente accade che reazioni allergiche si manifestino a causa di eccipienti e non del principio attivo della sostanza utilizzata.

 
 
Grazia Foti
Naturopata

 
 
www.gattocicova.it

 
 

PEA nel Cane e Gatto Palmitoilethanolamide

 
 

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